capperi

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Ciao a tutte e a tutti, ognuno ha i capperi suoi!

Sono vent’anni che accompagno mia moglie in questa struttura: l'enorme ospedale di Bolzano, dove è seguita periodicamente con cure mediche. Mi ritrovo qui così spesso, che in entrambi i bar a volte mi domandano se sono internista per propormi la tariffa ribassata. Anni di attese, trepidazioni, ritrovate gioie per falsi allarmi, dolori improvvisi per allarmi veri. Da qui passano ogni giorno migliaia di cuori, di corpi, di menti: quante schegge di parole, pensieri, ansie, preoccupazioni, lacrime, sorrisi in questi corridoi!

Quante scie d’emozioni che lasciano un segno. Se fossero fluorescenti, pareti e pavimenti brillerebbero di continuo. Dentro di noi queste singole tracce sono ben visibili: si manifestano in un attimo attraverso sguardi, gesti e atteggiamenti rapidi. Proprio qui, nel giardino d’inverno, i primi mesi del 2021: nelle mie tante attese, ho letto, revisionato e messo a punto le Divagazioni. Quando in giugno ho pubblicato il libro, alcuni esemplari sono usciti con un minuscolo difetto di copertina: una piccola imperfezione in fase di stampa. Un cappero, come si direbbe in gergo tipografico! Difronte alla decisione se gettare le copie difettose e ristamparle daccapo, ho preferito tenerle tutte e valorizzarle; perché ho capito che il cappero è solo una delle tante tracce che ci portiamo dentro. Tutte le copie con il cappero le dedico a queste stanze, ai corridoi, ai reparti, alle tante persone come me che ogni giorno passano di qua; e a chi continua a lavorare per noi con le sue quotidiane sfide. Se vuoi una copia di Divagazioni con il cappero, contattami e ti indicherò le modalità per averla.
Viva l’arte, lunga vita ai libri e un grande abbraccio.

Parte del ricavato sarà spontaneamente donata dall’autore ad AIL: Associazione Italiana contro Leucemie-Linfomi e Mieloma ONLUS.